PARROCCHIA DI OGNISSANTI   

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OSSERVARE LA NATURA DAL PONTE CAPRAZUCCA

In queste giornate di metà novembre, al mattino, osservo spesso dalla mia finestra molti gabbiani volare in gruppo sul Torrente Parma, provenienti da settentrione, e atterrare in diversi punti del corso d'acqua. Chi attraversa il Ponte Caprazucca vede con sorpresa molti gabbiani (si tratta del gabbiano comune) posati sui massi, posti nell'alveo durante i recenti lavori di sistemazione del Torrente. La presenza di questi uccelli marini è ormai un evento periodico che si ripete tutti gli anni da qualche tempo, come del resto ogni estate il Torrente ospita diverse specie di aironi e di altri uccelli acquatici.

In questi ultimi anni l'apporto di acqua dallo scolmatore del Cinghio (a valle del Ponte Stendhal) ha ridotto la fase di asciutta estiva del Torrente e la permanenza di acqua (benché ciò sia poco omogeneo con le caratteristiche tradizionali della idraulica del corso d'acqua) ha aumentato le attrattive locali per gli uccelli acquatici che numerosi popolano, alcuni stabilmente, questo singolare ambiente urbano. Fra l'altro il quasi costante apporto d'acqua ha determinato durante il periodo estivo l'inerbimento dei ghiaioni, fenomeno del tutto nuovo che ho designato come "La Parma verde".

Il tratto urbano della Parma rappresenta come un ingresso della natura nella città, una costante testimonianza della vita selvatica che pulsa intorno al tessuto urbano e che si introduce, sia pur con molti problemi, tra di noi. Gli alti argini in muratura difendono il greto della Parma dalla aggressione che altri segmenti del corso d'acqua subiscono dall'uomo che, in questo tratto, può accedere al Torrente solo in pochi punti.

Che cosa si può osservare dal Lungo Parma o, meglio ancora, dai ponti come Ponte Dattaro, Italia, e via via fino al Ponte Bottego (o della Circonvallazione)?

Durante il giorno, ma soprattutto al mattino, non è certo difficile vedere i germani reali o anatre selvatiche compiere le loro evoluzioni sull'acqua, immergersi a testa in giù, quasi verticalmente, a frugare sul fondo in cerca di cibo: facile è distinguere il maschio, dalla sontuosa livrea nella quale spiccano i colori metallici delle penne e l'anello bianco del collo, dalla femmina dai colori smorti e di camuffamento. I germani reali raggiungono talvolta densità notevoli; tre anni or sono ne ho contati oltre centocinquanta nel tratto tra Ponte Italia e quello di Mezzo.

Frammisti ai germani reali vi possono essere anche animali domestici come l'anatra muta o esemplari di anatra domestica. Questo inverno ad esempio si era aggregata agli individui selvatici uno domestico dalla livrea nera salvo una vistosa macchia bianca anteriore. Si trattava di una femmina che, fatto interessante, si accoppiò con un maschio selvatico. Nacquero anatroccoli, metà simili alla madre, metà di tipo selvatico. Pettobianco (così ho soprannominato la brava anatra), nonostante fosse domestica, è riuscita a far crescere i suoi figli con la perdita di soli due, nonostante i molti predatori presenti nel Torrente. Alla fine dell' estate la famigliola è volata via, forse verso acque più ricche di cibo. Devo confessare che era commovente vedere Pettobianco scivolare sull'acqua seguita dalla sua così strana famigliola in mezzo anatre selvatiche tutte eguali fra loro, prova vivente che anche i diversi possono stare insieme!

Per qualche tempo è stato ospite della Parma urbana un bellissimo cigno nero, specie esotica, probabilmente fuggito da qualche recinto.

Ho parlato di predatori e tra questi micidiali sono le cornacchie grigie che spesso ho visto aggredire i piccoli di germano reale, uccidendoli e divorandoli; comportamento meno aggressivo hanno invece le gazze e le ghiandaie, due altre forme di corvidi comuni nel greto. Meno comuni, ed anzi da qualche tempo assenti, sono le tacco le, altra forma di corvide, che si può incontrare ancora facilmente alla Pilotta. Dispettose, le cornacchie grigie spesso infastidiscono gli uccelli acquatici:diverse volte le ho viste ingaggiare duelli aerei con i gabbiani.

Gli aironi sono certamente tra gli ospiti più affascinanti della Parma: il loro aspetto elegante, austero, il loro comportamento di efficienti pescatori, il loro volo maestoso colpiscono la nostra fantasia, richiamando alla mente altri ed esotici paesaggi. Il maestoso airone bianco maggiore, l'airone cinerino (il più costante come presenza), l'airone rosso, la nitticora e la garzetta (spesso presente anche in gran numero) sono le specie osservabili mentre pescano. Ogni specie ha un suo modo caratteristico di catturare la preda: l'airone sta in agguato, immobile, pronto a far scattare il suo lungo collo per catturare pesci; la nitticora predilige le rane, mentre la garzetta provoca il movimento dei pesciolini muovendosi e aprendo in modo caratteristico le ali.

Ma l'elenco delle specie di uccelli acquatici non si esaurisce qui. Le gallinelle d'acqua, presenti con diversi individui, zampettano lungo le sponde in cerca di cibo; in questi ultimi anni questi deliziosi uccelli si sono spesso riprodotti e non è raro vedere i genitori portare a spasso i piccoli nerissimi figlioletti. Anche il martin pescatore si riproduce localmente ed il suo nido è alla base di alcuni pioppi di sponda. n suo volo rapido, quasi a pelo d'acqua, è certamente spettacolare.

Per qualche tempo, sia l'anno scorso sia quest'anno, era presente il tuffetto che sommozzava per catturare pesci nella ampia raccolta d'acqua in parte stagnante tra Ponte Italia e il Caprazucca. Piccolo, quasi una miniatura del grande svasso del quale è parente, il tuffetto è rimasto per diverso tempo solo, poi è stato raggiunto da un altro individuo con il quale ha esercitato attivamente la pesca per diverse settimane.

Durante i mesi invernali non è difficile osservare il cormorano, talora presente con diversi individui;questo grosso uccello marino non è infatti raro nelle acque interne durante il periodo freddo, condividendo questa abitudine con i gabbiani sia il comune, del quale si è già detto, sia il reale. Questa seconda specie, più grande, è meno frequente ed in genere è presente con uno o due individui.

Uccelli vivacissimi e deliziosi sono le ballerine, caratteristiche per il loro canto e per il loro volo ondulato; esse cercano il cibo lungo la sponda per poi spostarsi con rapidi voli; sono presenti due specie facilmente riconoscibili: la ballerina bianca, dalla caratteristica mascherina, e quella gialla.

I fagiani sono forse gli uccelli non acquatici più vistosi nella Parma, facilmente osservabili al mattino o verso il tramonto; stanno volentieri in città, visto che in questo modo si sottraggono alla caccia. I maschi, splendidi nella loro sfarzosa livrea, emettono il loro canto territoriale durante il periodo degli amori. Anche in questa specie la femmina ha una livrea dai colori modesti per potersi camuffare nella vegetazione. Infine, soprattutto durante la bella stagione, i colombi, spesso a centinaia, vengono a fare il bagno nel Torrente e si fermano lungamente a fare quello di sole sui ghiaioni. Con il fenomeno della Parma verde e la quasi sparizione delle distese a ghiaia la loro presenza è divenuta meno costante.

Nei cespugli delle sponde, soprattutto vicino alle opere murarie sono frequenti merli, passeri (sempre più rari) ed altri piccoli passeriformi; durante i mesi invernali, il pettirosso si offre al nostro sguardo con ostentata sicurezza, a differenza del piccolo scricciolo, che scivola con il suo metallico suono alla base degli arbusti vicino agli argini, celandosi al nostro sguardo.

A primavera appaiono le rondini, i balestrucci e successivamente i rondoni che con il loro volo radente catturano gli insetti acquatici, che popolano con le loro larve il fondo e che sfarfallano in quel periodo. A partire dal tramonto, soprattutto durante l'estate, saranno invece i pipistrelli a predare gli adulti alati degli insetti.

Un aspetto importante è che diverse delle specie citate (germani reali, gallinelle d'acqua, martin pescatore, ecc.) si riproducono nel segmento urbano della Parma;ciò è dovuto allo scarso disturbo di origine umana, alla ricchezza di alimento, in particolare per le forme acquatiche di pesci e rane. La ricchezza di pesci di questo tratto è ben conosciuta dai pescatori che non raramente si osservano all'altezza del Romagnosi. Alla sera si possono vedere grandi carpe nuotare pigre frugando il fondo. Un fenomeno interessante si è verificato due anni or sono, di estate: i pesci risalivano il Torrente e superavano il dislivello presente al Caprazucca con un salto che ben poco aveva da invidiare a quello ben noto dei salmoni, spesso finendo nel becco delle nitticore o degli aironi!

Gli uccelli che si nutrono di rane e pesci hanno come concorrenti le bisce d'acqua, piuttosto frequenti e, di recente, le tartarughe acquatiche di origine esotica, pervenute nella Parma in vario modo. La presenza di colonie di surmolotti (o ratti di fogna) testimonia la ricchezza di alimento di questo ambiente, che sembra banale ed invece è di grande interesse naturalistico, anche se sono presenti specie esotiche come il fagiano, le tartarughe già citate, il ratto e, ospite recente, la nutria.

Qualche anno fa era presente una folta popolazione di questo roditore sudamericano (osservabile soprattutto verso il tramonto), oggi però ridotto a pochi individui. Confesso che a me la nutria piace molto e non mi stanco di osservarla mentre nuota con il muso a filo d'acqua (se la osservate con attenzione vi accorgerete facilmente che narici, occhi e orecchie sono sulla stessa linea per ridurre la parte emersa del capo ), oppure quando si ferma sulla sponda e con le zampe anteriori, quasi stando seduta, si nutre di vegetali oppure fa le pulizie personali. Del resto lo stesso surmolotto è un animale interessante, fra l'altro anche lui molto pulito; basti pensare che un terzo dell'acqua che beve la utilizza per la propria pulizia. E con quanto impegno raccoglie gli alimenti portati dall' acqua (come il pane che viene gettato alle anatre da volonterosi cittadini) e li trasporta alla propria tana.

Un ospite straordinario, recentissimo, è il capriolo, che può essere ammirato o dal Ponte Dattaro o dal Ponte Italia; presente con pochi individui, è tuttavia emozionante pensare che la naturalità della Parma è oggi tale da attirare questa specie così diffidente.

In realtà molti altri mammiferi, rettili ed anfibi popolano la Parma, ma è difficile poterli osservare; così il riccio, la donnola, la faina sfuggono al nostro esame, o pesche notturni o perché particolarmente elusivi.

Ho parlato soprattutto di vertebrati perché sono quelli che più facilmente sono osservabili e sono anche i più noti; tuttavia durante la bella stagione molte specie di insetti, molluschi ed altri invertebrati popolano la Parma. Splendide farfalle come le vanesse, stupende creature come le libellule, fantastiche creature dalla forma così improbabile come le vespe muratrici sono visibili facilmente dal ponte e testimoniano la ricchezza di un ambiente che chi cammina frettolosamente sul Lungo Parma raramente degna di uno sguardo attento.

Eppure proprio in questo ambiente si svolgono storie affascinanti, che possono aiutarci a capire la bellezza della natura, la complessa storia di molte creature che, fiduciose nei nostri confronti, penetrano entro la città, suscitando la nostra meraviglia ed ammirazione.

Vittorio Parisi Museo di Storia Naturale dell'Università

Preghiera del mese

Ave o Maria, piena di grazia.

Il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

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