|
PARROCCHIA DI
OGNISSANTI
|
|
Per ovviare ad una illegittima ignoranza La chiesa di Ognissanti in Capo di Ponte a Parma Questa è una scheda sintetica, destinata quasi in
esclusiva a quanti mettono piede in Ognissanti, che non sono soltanto i
visitatori occasionali, ma soprattutto quei cristiani che la sentono, almeno una
volta alla settimana, come “casa loro”. Capita, infatti, che siano pochi
quelli che si rendono conto (magari nemmeno se lo chiedono o, se se lo chiedono,
non sanno che risposta darsi) di quanta storia racchiudano le mura che li
accolgono per pregare. Questa scheda è solo un prontuario, che verrà esposto
presto anche all’interno della chiesa stessa, mentre chi ne vuole sapere di più
può avvalersi dell’ancor aggi illuminante e non superata monografia della
prof.ssa Lina Grandinetti La Chiesa di
Ognissanti in Capo di Ponte a Parma – Cenni storici e note riguardanti le opere di interesse artistico(Graphital,
Parma, 1982, pp. 54), ed anche di vari numeri di questa Césa di Sant e dintorni, in cui si sono illustrati dall’ing.
Vincenzo Banzola soggetti di quadri e trattate, soprattutto da Luciano Verderi,
curiosità storiche. p.b. Secondo il manoscritto di
Giovanni Battista Gabbi “Le Chiese di
Parma”, le origini antichissime di questa Chiesa si fanno risalire attorno
al 1143, anni in cui essa era di spettanza dell’Abate di San Giovanni, per
passare poi alla giurisdizione del Vescovo. Viene citata da
Bonaventura Angeli nell’anno 1355 per i miracoli attribuiti alla Madonna
dipinta su un pilastro in Co’ di Ponte, presso la Chiesa di tutti i Santi.
Incerte altre notizie (pur riportate da Enrico Scarabelli Zunti) secondo cui nel
1317 la nomina del Rettore spettava alla Badessa del Monastero di
Sant’Alessandro, per appartenere in seguito all’Ordinario di Parma. Così
pure è controversa l’unione con l’antico Oratorio di Santa Teopista, unione
che, secondo altri, avvenne solo nel 1582. È dato per certo, invece, che nel
1485 la Chiesa, “per vetustà
minacciando ruina”, venne rifabbricata a proprie spese dal generoso
Rettore don Giovanni Franceschi, mentre non trova conferma la notizia secondo
cui la Chiesa aveva l’ingresso principale da Borgo San Domenico. Infatti, come
risulta dalla pianta di Parma rilevata nel 1592 da Smeraldo Smeraldi, alla fine
del Cinquecento essa aveva la stessa conformazione attuale, ma con una campata
in meno e quindi senza le prime due cappelle, conservando davanti alla Strada
Maestra di San Francesco (come allora si chiamava Via Nino Bixio), un piccolo
piazzaletto a mo’ di sagrato. Solo fra Sei e Settecento, per far fronte al
crescente numero dei fedeli, la Chiesa verrà allungata occupando lo spazio
libero di fronte alla Strada Maestra di S. Francesco e venendo così ad assumere
la forma stretta e lunga che conserva tuttora, e come è già raffigurata
nell’Atlante di Gian Pietro Sardi del 1767. Nel
1826 si rese indispensabile il rifacimento della facciata che venne eseguito su
disegno e sotto la direzione dell’architetto della casa ducale Paolo Gazola;
due anni dopo vennero portati a termine i lavori di coloritura e di restauro
della facciata laterale e della porta secondaria su Borgo San Domenico,
soppressa in seguito perché non più in uso. Nel marzo del 1832, a causa di
ripetute e rovinose scosse di terremoto, la Chiesa riportò gravi danni per cui
dovette intervenire ancora l’architetto ducale Paolo Gazola e, dopo di lui, il
primo architetto di Corte, Nicola Bettoli, che attese anche al restauro
dell’incompiuta torre campanaria. Lina Grandinetti
Didascalia: L’aula
di Ognissanti sgombra dai banchi, per la ripulitura del pavimento dal 22 al 26
novembre 2004: dall’ingresso all’altare e dall’altare all’ingresso (foto di Gaetano Bonatti). |
Preghiera del mese
Ave o Maria, piena di grazia. Il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen |
|
Per informazioni e segnalazioni su questo sito inviare una mail a: bassib@libero.it © Bruna Bassi e Vincenzo Risolo |