|
Ogni
giorno centomila persone si scambiano messaggi online: amicizia, amore e
hobby sono i motori della piazza virtuale.
Il fascino delle chat non ha confini, né di età né di nazionalità.
Alle chat italiane si collegano uomini e donne dal Brasile, dall'Argentina,
dalla Spagna e
persino da Libano.
La fascia più rappresentata è quella tra i venti e i trentacinque anni,
ma non mancano i giovanissimi
e i quarantenni
e oltre. Certo, le chat qualche volta sono anche oggetto di
approfondite indagini
delle forze dell'ordine, alla caccia di pedofili e organizzazioni che approfittano di Internet per
realizzare i loro turpi affari, ma
nel complesso, a giudicare dal
numero di contatti quotidiani
si tratta di eccezioni,
piuttosto che della regola.
In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, tanto per fare un esempio, Internet è diventata la «piazza» più importante dove fare nuove
conoscenze. E non si
tratta solo di chat.
Grande successo hanno i siti dedicati proprio alla ricerca del partner, scopo
matrimonio con milioni di
iscritti, subito imitati anche in Italia da agenzie nostrane che con
questa tecnologia hanno allargato enormemente orizzonti e possibilità un
tempo riservate alle agenzie matrimoniali. Ora è
tutto più semplice le persone timide o meno, belle e meno belle, non
devono necessariamente mettersi
in gioco fisicamente. Chiunque può rendersi interessante e fare amicizie al di là del proprio aspetto.
Le chat hanno rivoluzionato
i rapporti tra le persone. Sono un antidoto alla solitudine, se
pensiamo a quanto sia difficile per i più "aprirsi", fare nuove conoscenze. La
possibilità di schiacciare un tasto e "incontrare" con
estrema facilità gli altri è qualcosa di davvero innovativo. Certo, al
contrario, non devono trasformarsi in prigioni, per quanto virtuali.
Le
chat sono facilmente
accessibili anche dai minorenni.
Non esiste un modo per limitare l’accesso solo agli adulti. Il computer è lì, in casa
nostra come il televisore o il forno a microonde. E’ uno strumento che
diventa sempre più indispensabile. Farne a meno potrebbe significare
una regressione che rischia di espellerci dal mondo del lavoro, potrebbe
significare isolamento proprio nell’era della comunicazione. Non si
può risolvere il problema eliminando il computer: Ovunque ne troveremmo
uno pronto a connettersi al nostro comando. Allora, forse, val la pena
di fermarsi un attimo a riflettere sull’uso che possiamo farne e
soprattutto cosa possiamo insegnare ai nostri figli affinchè la
tecnologia resti al buon servizio dell’uomo e non si trasformi in un
pericolo o in fonte d’ansia. I genitori meno giovani hanno imparato a
convivere con programmi TV certamente non adatti ai bambini: programmi
che invadevano le case nei momenti meno opportuni, che i figli avrebbero
potuto guardare durante la loro assenza. Non sarà diverso per il
computer.
Le
ricerche scientifiche in questo caso aiutano. In una trasmissione
radiofonica il Ministro per la salute Sirchia ha dato un’interpretazione
ad una di queste ricerche:
“Conoscere e saper usare il computer è fondamentale per le nuove generazioni,
ma la distorsione è quando se
ne fa un uso totalitario. I dati parlano chiaro: l'uso
indiscriminato del pc può causare fenomeni di epilessia, tant'è vero che
colpisce il 10%dei bambini tra i 7 e i 19 anni, di isolamento e persino di alimentazione. Tv, pc e
videogames sono responsabili
dell'obesitá nei ragazzi, che non vanno più a giocare a pallone
in cortile, non fanno movimento e mangiano cibi troppo calorici».
Parlando di scuola e tecnologie, il ministro si è detto convinto che è importante promuovere l'uso del computer come strumento di
formazione, perché il problema «non
è tanto promuoverlo a scuola, quanto farne un uso totalitario, con
ricadute negative sui ragazzi, come l'isolamento».
Federico Bianchi, psicoterapeuta
infantile all'Istituto di ortofonologia di Roma, ha suggerito ai
genitori come commento alla denuncia di Sirchia: “ Mai
più di un'ora al giorno davanti al computer per i bambini
sotto i dieci anni. Il computer
non aumenta l'intelligenza dei nostri figli, ma allena solo
alcune abilità come la logica, a scapito però della creatività.
Compito di mamma e papà è anche quello di educare i figli a una sana solitudine, senza
l'aiuto del computer e soprattutto della chat, spesso sostitutiva degli
amici reali”.
Indagini
statistiche
Nel mondo, sono almeno 25 milioni i bambini che ogni giorno
navigano per ore (per il 2005 si prevede che saranno 44 milioni):
-1 su 4 ha esplorato almeno una volta un sito porno
-1 su 5 ha avuto proposte sessuali.
- Il 75% dei genitori è preoccupato e i numeri
sulla pedofilia nel mondo sembrano dar loro ragione: sono 2 milioni i bambini in stato di
schiavitù sessuale (il giro d'affari legato allo sfruttamento
sessuale dei bambini nei paesi extra-europei si aggira sugli 11 mila
miliardi di lire), 7 su 1000 i minori che subiscono violenza, 7.650 i siti pedofili censurati,
5 miliardi di dollari il valore
del mercato on line della pedofilia e tra i 30 e i 100 dollari il costo di una
foto di bambini ritratti in scene violente. Questi dati emersi da
recenti indagini Usa sono stati resi noti dall'Eurispes.
L'Eurispes stessa però invita a non demonizzare Internet. Oggi
sostengono i ricercatori - troppo facilmente si imputa al nuovo
strumento di comunicazione la colpa di una recrudescenza della pedofilia
che da sempre serpeggia nei costumi sessuali di uomini e donne. In
realtà non è possibile
asserire con certezza che il fenomeno si stia espandendo. Di
certo è molto più visibile e molto più pubblicizzato
rispetto al passato. Vero è - convengono - che Internet deve essere
regolamentata.
I ricercatori dell'istituto hanno messo a punto
un decalogo per tutelare i
minori che usano Internet:
- Il computer deve essere posizionato al centro dell'appartamento,
mai nella stanza del bambino.
- Stabilire regole ben precise su come e quando utilizzare
Internet.
- Conoscere gli amici on-line dei
figli.
- Leggere le e-mail con i
figli. Molti pedofili attaccano alle e-mail foto di pedopornografia con
il fine di convincere che altri bambini compiono atti sessuali.
- Installare un software che
memorizzi i siti visitati dal bambino.
- Assicurarsi che i bambini non
possano incontrare nessuno, nella vita reale, conosciuto on-line,
senza il consenso dei genitori.
- Usare software di protezione,
che riconoscono alcune parole come sex, erotico, porno, ecc..
- Tenere lontani i bambini dalle
chat-room o da news group, a meno che non siano state controllate
prima.
- Far capire ai propri figli di non
dare alcuna informazione personale (città, scuola
frequentata...).
- Cercare di usare Internet
insieme ai propri figli.
Riportiamo i
principali risultati dell'indagine effettuata dal dott. Tonino Cantelmi,
autore de «La Mente Virtuale»
Ricerca Lumsa
Bambini
Il campione esaminato era composto da 109 bambini, di età compresa
tra 6-10 anni, abitanti in città, che vivono in famiglia (livello
culturale-economico medio).
- Il 70% dei bambini maschi, 6-10 anni, gioca con i
videogames tutti i giorni, in media 1-2 ore al giorno, con abusi
che superano le 5 ore al giorno nel 5% dei casi. Ne deriva: difficoltà nelle
relazioni, irritabilità ed eccitabilità, incremento delle
abilità percettive e diminuizione delle capacià simboliche.
Soglia di abuso: 5 ore al giorno
- I bambini tra i 6-10 anni che navigano in Internet
costituiscono quasi il 35% del campione, con medie settimanali di 6-7
ore.
- Il 15% dei bambini possiede un cellulare.
- Il 5% naviga, usa sms e videogames superando la soglia
di allarme. Si profila così la condizione di «ecno-autismo», per cui il
bambino non riesce ad esprimere le proprie emozioni se non attraverso
l'uso delle tecnologie.
- Su 100 bambini, il 50% ricerca sul Web l'eroe dei cartoons
o dei videogames; il 25% ricerca siti
di natura e animali; il 10% non ha preferenze, il restante 15% cerca amicizie.
ADULTI
Campione di oltre 300 persone, in prevalenza maschi (60%);celibi e
nubili (10%), diplomati (55%), laureati (18%), occupati (70%), con medie
di navigazione tra le 15 e le 30 ore settimanali.
L'età media del campione è compresa tra 16 e 40 anni.
- 10% Tech-abusers: collegati per oltre 60 ore
settimanali, con compromissione dei rapporti interpersonali.
- Il 90% degli uomini: ricerca siti ed argomenti di tipo
sessuale e chat erotico-sentimentali nella maggior parte dei
contatti.
- L'85% delle donne: ricerca contatti erotico-sentimentali.
Sono stati rilevati tra l'altro, primi casi di Web-cam
abusers: 2 giovani, mashi, celibi alla ricerca di spiare la vita
di «donne on line». Manifestano una grande attenzione per le «donne
on line» senza tuttavia cercare alcun tipo di contatto, se non quello
virtuale delle e-mail e delle chat. Tutt'al più inviano doni (reali).
- I collegamenti sono continui, sia il giorno che la notte
Il decalogo per gli adulti
A cura di «Innocence in danger» - il movimento mondiale in
difesa dei bambini
1.
Controllate che i vostri figli non passino troppo tempo «on-line» o
sul computer.
2. Le persone, e non i
computer, dovrebbero essere i migliori amici dei vostri figli. Aiutateli
a trovare un equilibrio tra il divertimento al computer ed altre
attivitá.
3. Tenete il computer nel
salotto, in cucina, o in soggiorno, in modo che non sia isolato dalla
vita familiare.
4. Cercate di costruire
un rapporto di fiducia con i vostri figli, sperando che siano capaci di
distinguere il bene dal male.
5. Imparate ad usare il
computer in modo da poter giocare insieme ai vostri figli. Perchè non
imparate ad usare il computer da loro?
6. Assicuratevi
che i vostri figli si sentano a loro agio rivolgendosi a voi se hanno
qualsiasi tipo di problema.
7. Le chat room non sono
sempre controllate. Quindi qualsiasi persona può fare e dire qualsiasi
cosa. Vegliate a che i vostri figli non si connettano a delle chat rooms
se non siete presenti o nei dintorni.
8. Fate conoscenza con
gli amici on-line dei vostri figli, come fate la conoscenza di tutti i
loro amici.
9. Avvertite i vostri
bambini che le persone non sono sempre quello che sembrano o quello che
dicono di essere.
10. Insegnate ai vostri
figli ad essere previdenti ed a esercitare il loro buon giudizio sia nel
cyber-spazio che nella realtá.
Il decalogo per i più piccoli
A cura di «Innocence in danger» - il movimento mondiale in
difesa dei bambini
1.
Non dare mai a nessuno, via internet, informazioni personali come
ad esempio, il tuo nome, indirizzo, numero di telefono e nome della
scuola.
2. Non dare mai la tua
password.
3. Non incontrare mai
qualcuno che hai conosciuto su internet.
4. Non aprire mai nessuna
e-mail se non sei sicuro di conoscere chi te la manda.
5. Se qualcuno con cui
corrispondi 'on-line' ti fa sentire a disagio, smetti di parlargli e se
insiste, sconnetti l'internet ed informa un adulto di cui ti fidi.
6. Non mandare mai
tue foto.
7. Non aver paura di
ignorare un interlocutore del quale non ti fidi o di non rispondere ad
una sua e-mail.
8. Non scaricare mai
niente sul tuo computer se non sei certo che l'informazione sia sicura e
che non contiene virus.
9. Non accedere alle chat.
Non sai mai cosa può succedere!
10. Non scaricare mai
nessuna e-mail strana o delle e-mail con documenti allegati.
|