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Intervista esclusiva

Umberto Davolio: la MaratonA… che passione!

 Se passate dal negozio di frutta e verdura di Patrizia Ziveri e Umberto Davolio, in Piazzale Barbieri dal 1983, non troverete solo primizie di frutta e verdura di qualità e specialità esotiche, ma anche un campionario di curiosità umane, naturalmente… di corsa. Il signor Umberto è infatti un maratoneta.

 Come ha iniziato? Non credo da una Maratona…

No, infatti. Eravamo un gruppo di amici iscritti all’ADAS Schiaffino presso l’Ospedale Maggiore e nel 1987 facevamo in compagnia qualche passeggiata a piedi, poi man mano, per dire così, abbiamo accelerato l’andatura e gradualmente siamo arrivati a qualche chilometro di corsa.

Finché?

Tutte le domeniche facevamo e facciamo tuttora i 21 km di corsa, sa, per non perdere l’allenamento, per rompere il fiato.

E la Maratona ?

La prima cui ho partecipato è stata la Maratona d’Italia da Reggio Emilia a Carpi nel 1992. Oggi ne facciamo due o tre all’anno a Roma, Firenze, Venezia; ogni città ha la sua corsa. All’inizio della stagione noi buttiamo giù il nostro calendario di gare con la nuova società cui siamo iscritti, la Casone Noceto, una fabbrica di materie plastiche che sponsorizza il nostro gruppo formato da circa duecento atleti.

Accidenti, così tanti?

Partecipiamo anche, per così dire, a corse classiche, ma di chilometraggio più limitato, come la Stramilano, una corsa di 21 km in cui ho un tempo record di percorrenza personale di un’ora 44 primi 52 secondi: a questa gara siamo andati ben sei volte. Ma l’evento… di corsa più importante per il nostro gruppo è stato un altro: nell’aprile di quest’anno 2004, quando Antonio Mascolo, il Direttore della Gazzetta di Modena, uno dei più illustri iscritti alla nostra società, giornalista parmigiano che don Luigi conosce bene, ha partecipato alla staffetta da Gerusalemme a Betlemme con un nutrito gruppo di atleti o ex-atleti italiani fra cui Edy Ottoz, Moreno Argentin, Gianni Petrucci e dieci atleti israeliani fino al punto-controllo di frontiera (check-point)e poi con dieci atleti palestinesi dal check-point a Betlemme. Erano circondati dai carri armati in situazione di allarme terribile: si è trattato di una staffetta della pace, una speranza per quella travagliata regione e sono entrati in Betlemme con la fiaccola benedetta dal Papa e la bandiera olimpica, uniche consentite dalle autorità israeliane. Il tutto è avvenuto sotto l’egida del card. Camillo Ruini.

Senta, Signor Davolio, tornando alla Maratona, si arriverà al traguardo stravolti…

Certamente sì, ma le confesserò una cosa strana: la fatica la si sente di più durante il percorso dove ti vengono anche sintomi di crisi, ma al traguardo è tale la carica di adrenalina per aver completato l’impresa che la fatica passa in secondo piano, per lasciare il posto ad una straordinaria… euforia.

Bella soddisfazione anche alla Maratona di Atene…

Abbiamo fatto i primi dieci km da Maratona al mare in scioltezza perché sono in pianura; il resto, fino allo stadio di Atene, è in salita ed è diventato veramente duro. Comunque è stata una grande soddisfazione correre sul percorso del grande Fidippide e del meraviglioso nostro italiano Stefano Baldini che ha vinto le recenti Olimpiadi.

Cosa si prova durante il percorso?

E’ difficile da dire: la fatica è tanta che bisogna soprattutto stare attenti ad alimentarsi bene. Durante la gara, sono dislocate ad intervalli regolari delle stazioni di rifornimento con fette biscottate e marmellate, zollette di zucchero, spugnaggi, ristoro con acqua, tè, bevande con sali minerali, insomma bibite ed alimenti che forniscano zuccheri immediatamente assimilabili dall’organismo.

Esiste anche la gara agonistica...

Sì. Noi siamo amatori, ma ci sono gli specialisti, in genere nordici e africani degli altipiani, che corrono per accaparrarsi i ricchi premi dei primi posti. Alla Maratona di New York eravamo in 33.000 partecipanti, di cui circa 1500 italiani.

Cosa? Mi racconti per bene.

Con il nostro gruppo abbiamo preso parte alla Maratona di New York il 4 novembre 2001.

Quell’anno mi ricorda qualcosa di tragico per la Grande Mela.

Infatti siamo proprio transitati vicino ai detriti delle Torri Gemelle distrutte l’11 settembre dall’attentato terroristico che tutti ricordiamo. Pensi che le rovine, a meno di due mesi di distanza, fumavano ancora a Ground Zero.

Emozionante…

Certo, ma ancora di più quando il sindaco Rudy Giuliani ha pronunciato il discorso di avvio e quando ha tuonato il cannoncino per la partenza: avevo un brivido lungo la schiena. Avevamo appena firmato il telo bianco per ricordare le vittime della strage.

Il percorso è difficile?

No, non particolarmente. Si snoda attraverso i luoghi canonici da Staten Island attraverso Brooklyn, Queens, il Bronx, per poi arrivare a Manhattan, il tutto per 26 miglia e 385 yards corrispondenti ai classici metri 42.195, in un tempo di 3 ore 40 minuti.

Il suo tempo…

Comunque i ritardatari o quelli che se la fanno allegramente possono impiegare fino ad 8 ore. Riceveranno il loro diploma per aver partecipato alla New York road runners event. In gara si perdono dai due ai tre kg di liquidi.

Da consigliare a chi ha problemi di linea. Ma la sorpresa più curiosa?

Oltre al fatto che si familiarizza con tutti stringendo migliaia di mani, il vedere che i cittadini della più grande metropoli del mondo accettano la chiusura al traffico del Centro con tranquillità, senza protestare. Non mi faccia dire quello che sento in analoghe occasioni nelle città italiane: non lo potrebbe scrivere.

Walter Gatti

Didascalie:

1-2-3: Umberto Davolio in azione in tre diverse gare maratoniane: Reggio Emilia, Roma ed Atene (originali di Umberto Davolio).

4 – Dietro questi banchi, in Piazzale Barbieri, Umberto Davolio con la moglie Patrizia Ziveri dispensa vitamine naturali a clienti affezionati e di passaggio (foto di Gaetano Bonatti, 5 novembre 2004).

5 – Lo stand di Patrizia Ziveri e Umberto Davolio in Piazzale Barbieri (foto di Gaetano Bonatti, 5 novembre 2004).

6 – Assaggio di freschezza sotto le mani esperte di Patrizia Ziveri Davolio (foto di Gaetano Bonatti, 5 novembre 2004).

 

 
Preghiera del mese

Ave o Maria, piena di grazia.

Il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

Per informazioni e segnalazioni su questo sito inviare una mail a: bassib@libero.it  © Bruna Bassi e Vincenzo Risolo