PARROCCHIA DI OGNISSANTI   

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PIE UNIONI  PER DEVOZIONI ANTICHE

 Ognissanti ha una storia antica alle sue spalle[1]. E’ una storia soprattutto di quotidianità intrisa di povertà e di fede. La nostra era, infatti, una delle parrocchie più povere della diocesi di Parma.

Ma la fede era tanta ed i parrocchiani degli anni che vanno dal 1820 al 1840 la dimostravano come sempre con fervida passione. I tempi erano molto duri (ma quando non lo sono?): il colera era pressoché endemico e ad ondate successive flagellava la popolazione del Ducato.

Le cure mediche erano abbastanza discutibili e gli interventi da parte delle autorità sanitarie, nonostante la buona volontà, non avevano di certo un’efficacia all’altezza della situazione. Le morti erano numerose e, come già si è accennato, i rimedi escogitati non ottenevano risultati apprezzabili.

Quando il male è grande e il rimedio non è efficace, il credente (e molte volte paradossalmente anche chi si dichiara ateo o agnostico) si rivolge al suo Dio, e così  facevano anche i parrocchiani di Ognissanti di allora.

Nella nostra parrocchia le Pie Unioni sorsero, allo scopo di impetrare l’intervento divino contro il colera e non solo[2]. Dalle carte di archivio risultano esistenti presso la nostra chiesa tre di questi organismi e precisamente: Pia Unione di S. Antonio da Padova, Pia Unione degli Uffizianti delle anime Purganti, e la Pia Unione della Beata Vergine della Salute.

Quella che ha lasciato più tracce nel nostro archivio è quest’ultima, pertanto le notizie che seguono sono inerenti ad essa.

Nel “Registro delle Ordinazioni fatte nelle Convocazioni[3] (dal 1806 al 1846), risulta che in data 18 aprile 1823 fu deliberato: “[…] Si ordina che le Unioni che esistano nella parrocchiale di Ogni Santi […] e qualunque Unione potesse intervenire in detta Chiesa debba in avanti rispetto alle manutenzioni convenire con l’Amministrazione della Fabbrica di detta Chiesa[…]”.

Dopo qualche giorno (la data è illeggibile) viene inviata, in risposta ad una specifica richiesta (non reperita nell’archivio), ai responsabili della Pia Unione B.V. della Salute, la seguente lettera: “Ornatissimi Signori, Riscontrando la rispettosa domanda delle SS LL.Orn.me, presentata alla fabbrica della Chiesa Parrocchiale di Ogni Santo di questa città debbo manifestarle, che sempre intenta la medesima Fabbrica ad accrescere e promuovere il Culto di Dio, e della SS. Vergine di Lui Madre, non è lontana di annuire di buon grado alle loro brame, sempre che per l’osservanza del buon ordine e per conservazione dell’Unione ben istituita venga stabilito e fissato un Regolamento[4] da estendersi e firmarsi in doppio originale, complessivo anche l’annua prestazione[5] da farsi a benefizio della suddetta Chiesa e da pagarsi in mano del Tesoriere per tempo della medesima fabbrica […]”.

Tra alti e bassi il rapporto con l’Unione Pia della Beata Vergine della Salute prosegue; però, in data 27 giugno 1830, il Cancelliere dell’Unione, Pietro Azzali, invia una lettera con cui chiede di continuare a pagare annualmente la somma fissata ma richiede “[…]…di fare una nuova scrittura, e di mettere quelle Ordinazioni ed Articoli più propizj per sempre più accrescere il numero degli Individui  […]”.

Probabilmente si stava manifestando una certa crisi nel numero degli aderenti all’Unione.

In data  10 ottobre 1837 il Tesoriere dell’Opera Parrocchiale don Giuseppe Carrani invia al Canonico, priore dell’Unione Pia della B.V. della Salute, la seguente lettera di cui riportiamo solo alcuni brani: “[…] I Signori Uniti adunque volendo rimanere in detta chiesa proseguiranno a pagare annualmente lire nuove 20 come si è sempre praticato. Che se nell’anno 1836 in ragione delle luttuose circostanze del morbo maligno[6], il quale fece non poca strage in Parma e nei nostri Ducati, si accordò una diminuzione sino a lire nuove 15, questa fu per una volta soltanto, e non rivolle perciò punto derogare alla manutenzione pagatasi sempre in addietro. I Sigg. Uniti faranno in proposito le loro riflessioni, e quando volessero pure, per non pagare una somma cosi tenue abbandonare la Chiesa, in cui si trovano, lo significheranno nei debiti modi […]”.

Il tono è abbastanza duro e quindi si ritiene che il rapporto tra l’Unione Pia e l’Opera della Chiesa di “Ogni Santo” si sia deteriorato. Infatti in data 25 novembre 1837 giunge all’Opera Parrocchiale di Ognissanti la seguente lettera di cui riportiamo ovviamente solo alcuni periodi: “[…] L’Unione della Beata Vergine della Salute eretta in cotesta Chiesa Parrocchiale di Ognissanti […] ha conosciuto di non poter sostenere il pagamento delle nuove lire venti già stabilite; […] colla presente annunzio, che entro i sei mesi prestabiliti, da cominciarsi da oggi, trasporterà il Quadro della sua Titolare altrove […]”.

Poi evidentemente il rapporto continuò fino a che in data 7 maggio 1840 arriva all’Amministrazione dell’Opera Parrocchiale la missiva seguente di cui riportiamo i passi più significativi: “[…] Visto l’insufficienza il poter pagare le lire venti come stabilito […] Visto che gli Ufficiali di innamora della prefata Unione, che condiscesero al pagamento annuale delle lire sud. forse colla speranza che l’Unione potesse aumentare […] venga indebitarsi, ma motivo di funeste crisi già trascorse, non che i fedeli raffredati alle devozioni gia da due anni pareggiato l’Esigenza e l’Uscita, vedesi che pel momento l’Unione non può sostenere tale aggravio […] supplica il magnanimo cuore delle SS.LL. di voler diminuire la somma già stabilita e di portarla a solo lire dodici […] ma se ora le SS.LL. insistessero, certo che la devozione di codesta immagine verrebbe meno e non più potrebbe essere sostenuta […]”.

Non sappiamo come sia andato a finire il “tormentone” (si direbbe oggi) perché nell’archivio non si sono trovate altre notizie in proposito, ma sarà nostra precisa cura darne doverosa notizia ai nostri lettori in caso di eventuali nuove scoperte.

Luciano Verderi



[1] V. qui a p.   la scheda storica

[2] M.Conte a Coronata, Instit. Iuris eccl.,I,Torino 1920, n.685 sg. Il CIC definisce Pia unione un’associazione di fedeli istituita a scopo di pietà o di carità. Prima della promulgazione del Cic, le U.P. pur essendo associazioni approvate dalla chiesa  non hanno una personalità giuridica e col decreto di approvazione ricevono un pubblico riconoscimento che valo loro per ottenere grazie spirituali e indulgenze, ma non la perpetuità; i membri dell’Unione Pia  restano uniti da vincolo personale e possono separarsi a loro volontà. Sotto questa forma le U.P.  hanno cominciato a comparire nella Chiesa dopo il Concilio di Trento e risono moltiplicate specialmente in questi ultimi  secoli e cioè dopo che l’invadenza  dello strto moderno nella zona ecclesiastica eresse a principio la figura laicale delle confraternite, assoggettandole alla sua autorità e impedendo loro il libero esercizio della pietà e della carità cristiana.

[3] vedi

[4] nel Regolamento, dopo un periodo di qualche mese venne inserita la proibizione a fare la questua con  delibera dell’Uffizio d’Amministrazione dell’Opera Parrocchiale di Ogni Santo presa in data 18 agosto 1823 successivamente in data 7 ottobre 1827 venne deliberato anche di proibire a qualunque Unione esistente nella Parrocchia di Ogni Santo il mettere appeso Quadri o Altro all’Ancona dell’Altare Maggiore, ove è il quadro Titolare della Chiesa propria, onde impedire il deterioramento di detta Ancona e Quadro, causato da foramenti con chiodi ecc…….  (vedi Registro delle Ordinazioni fatte con le Convocazioni) 

[5] in un primo tempo “l’annua prestazione” venne fissata in lire nuove 23,78 poi ridotta a lire nuove 20.

[6]  Data del colera, morti ecc.

 
Preghiera del mese

Ave o Maria, piena di grazia.

Il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

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