PARROCCHIA DI OGNISSANTI   

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 La Cresima o Confermazione

Lo Spirito Santo diventa di casa nel cristiano

I Sacramenti realizzano nel tempo della Chiesa l’incontro con il Risorto che, come per i discepoli di Emmaus, fa strada con noi, ci spiega le Scritture, spezza il pane e ci ri-invia sulle strade del mondo per rivelare a tutti questa sua presenza.

I Sacramenti, pertanto, non sono né folcloristiche cerimonie né semplici riti religiosi. Per poterli celebrare in modo coerente, occorre credere in Cristo e nell’evento della sua Pasqua. I Sacramenti, infatti, costituiscono una singolare partecipazione alla grazia e alla salvezza che Cristo ci ha ottenuto con la sua morte e risurrezione[1].

Il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia pongono i fondamenti di ogni vita cristiana; sono, infatti, i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, in quanto attraverso un itinerario di vita di fede, definiscono l’identità e la missione del cristiano.

Il Battesimo[2] costituisce l’inizio della vita cristiana , perché con esso diventiamo figli di Dio ed entriamo nella comunità ecclesiale; la Confermazione o Cresima corrobora i rinati nel Battesimo; poi l’Eucaristia costituisce la fonte e il culmine di tutta la vita cristiana.

Cerchiamo ora di approfondire, sia pure brevemente, il Sacramento della Confermazione.

Quand’ero ragazzo, il mio vecchio parroco mi diceva che la Confermazione ci rendeva “soldati di Cristo” e “cristiani maturi”. Questo era il pensiero della Teologia prima del Concilio Ecumenico Vaticano II ed in tale pensiero sta la motivazione per cui il Sacramento della Confermazione è stato spostato a dopo la Prima Comunione, per essere ricevuto  con maggiore maturità.

Una più profonda riflessione teologica ha portato il Concilio Vaticano II a definire così natura ed effetti di questo Sacramento: “Con il sacramento della Confermazione [i fedeli] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e l’opera la fede come veri testimoni di Cristo[3]. Ed il Catechismo della Chiesa cattolica commenta: “Mediante la confermazione i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il “profumo” di Cristo” (2 Cor. 2,15)” (n. 1294).

La Confermazione viene pertanto a rinsaldare, a perfezionare ed a confermare, come dice il termine stesso, i doni che Gesù Risorto ci ha conferito nel Battesimo, quali l’essere “figli di Dio”, l’appartenere alla comunità cristiana, l’essere nella vita testimoni veri di Cristo.

Inoltre esso accorda al cristiano una speciale forza dello Spirito che aiuta crescere verso la santità ed a dare testimonianza al Vangelo, superando con coraggio e con fiducia le eventuali difficoltà.

Analizzando il rito del Sacramento, appare chiaro che l’imposizione delle mani da parte del Vescovo e l’unzione con il crisma costituiscono il “cuore” del Sacramento stesso.

L’imposizione delle mani esprime l’invocazione dello Spirito e della sua grazia, che si traduce nei i sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Ed in tal modo si rinnova la discesa dello Spirito Santo come sugli Apostoli e su Maria nel cenacolo nel giorno di Pentecoste.

Nel rito sacramentale viene poi l’unzione con il crisma, cioè con l’olio profumato benedetto dal Vescovo nel giorno di Giovedì Santo; con esso il celebrante traccia sul capo del cresimando segno della croce ed il cresimato diventa “unto”, cioè partecipe della consacrazione di Cristo (lo stesso nome “Cristo”, infatti, significa “unto”, consacrato[4]).

Attraverso il dono del Battesimo e poi della Confermazione e soprattutto nell’Eucaristia il cristiano è reso capace di offrire a Dio  la propria vita, il proprio lavoro e le proprie sofferenze, e tutto questo viene compendiato dal  Concilio nell’espressione “sacerdozio comune”.

In sintesi conclusiva: all’inizio del cammino di fede c’è il Sacramento del Battesimo con il quale diventiamo figli di Dio e appartenenti alla Chiesa; questo viene perfezionato nel Sacramento della Confermazione ed ha il suo culmine nell’Eucaristia: tutto perciò orienta all’Eucaristia e tutta la missione della Chiesa nasce dall’Eucaristia, la quale viene così a costituire anche il centro della vita cristiana, in quanto rinnova il singolare mistero della Pasqua.

 

 

Didascalia:

Giotto (circa 1266 – 1337), La Pentecoste, Cappella degli Scrovegni, Padova (riproduzione di Gaetano Bo


[1] La Césa di Sant e dintorni, maggio 2004, pp. 6-7: [Resta con noi il Signore? Sì, con… ] I Sacramenti.

[2] Ibid., Natale 2004-Capodanno 2005, pp. 6-7: [Avanti con i Sacramenti…[S]ragionando e ragionando] Il battesimo: morte e risurrezione in Cristo.

[3] Lumen gentium, 11.

[4] La Césa di Sant e dintorni, maggio 2004, pp. 4-5: Credo in… “Gesù Cristo”: un doppione contestabile? (correzioni dei refusi in: ibid., Natale 2004-Capodanno 2005, p. 20: Il latte andato a male).



[1] La Césa di Sant e dintorni, Natale 2004-Capodanno 2005, p. 5: Gesù Cristo “...Unigenito Figlio di Dio...”: Lui... e noi che figli siamo?

[2] Il latino dice: “Et ex Patre natum ante omnia saecula”, e ancor prima in greco diceva: “tòn ek toû patròs ghennethénta prò pànton tôn aiònon” (Heinrich Denzinger, Enchiridion Symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, Edizione bilingue a cura di Peter Hünermann, Edizioni Dehoniane, Bologna, 1995, p. 90)

[3] Genesi 5,5 e 27.

 

 



[1] M.Conte a Coronata, Instit. Iuris eccles.,1, Torino 1920, n.685 sg.

Il CIC definisce Pia Unione un’associazione di fedeli istituita a scopo di pietà o di carità. Prima della promulgazione del CIC , le Unioni Pie pur essendo associazioni approvate dalla Chiesa non una personalità giuridica e col decreto di approvazione ricevono un pubblico riconoscimento che vale loro per ottenere grazie spirituali e indulgenze. I membri dell’Unione Pia restano uniti da vincolo personale e possono separarsi a loro volontà. Sotto questa forma le Unioni Pie hanno cominciato a comparire nella Chiesa dopo il Concilio di Trento e si sono poi via via diffuse in tutto il mondo cattolico.

[2] Con i provvedimenti napoleonici del 1810? , vennero soppresse in Parma diverse chiese fra cui anche quella del Quartiere.

[3] In un primo tempo l’annua prestazione ammontava a lire nuove 23,78 poi ridotta a lire 20.

[4] Leggasi i membri dell’Unione Pia Beata Vergine della Salute

[5] leggasi colera

[6] Codice di Diritto Canonico

 
Preghiera del mese

Ave o Maria, piena di grazia.

Il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

Per informazioni e segnalazioni su questo sito inviare una mail a: bassib@libero.it  © Bruna Bassi e Vincenzo Risolo