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PARROCCHIA DI
OGNISSANTI
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Autoironia sotto i baffi Il
prof. Francesco Capuzzello a cuore aperto e lingua sciolta Ci vuole dare qualche notizia schematica
sulla sua vita? Sono
nato a Carrara 67 anni fa. Ho trascorso un’infanzia segnata, purtroppo, molto
da vicino dalla barbarie della guerra. Sono poi vissuto a Menaggio sul Lago di
Como e ho frequentato il classico il prestigioso liceo “Gallio”, a Como. Ho
trascorso lunghi e indimenticabili anni – i favolosi anni ’60 – a Bologna
dove mi sono laureato in lettere classiche ed ho insegnato. Il matrimonio mi ha
strappato da Bologna a Parma nei primi anni ’70, “labitur ex oculis nunc quoque gutta meis”[1].
A Parma vivo nel cuore dell’Oltretorrente e sono iscritto, a pieno titolo,
all’anagrafe parrocchiale della “Césa di Sant”. E sulla sua
attività professionale pregressa, possibilmente con aneddoti? Aneddoti e ricordi ovviamente tanti. Longum est enumerare[2]… anche perché la mia vita professionale mi ha visto insegnante delle scuole medie, insegnante di sostegno, uno dei primi negli anni ’70, insegnante dei licei, classico a Mantova, scientifico a Borgotaro e a Parma, e preside presso scuole di Parma e provincia e presso scuole della Riviera e della Bassa reggiana. Il rito ripetuto tutti gli anni era accompagnare gli studenti al Sacrario dei martiri della strage nazifascista di Marzabotto e guidarli successivamente nelle sale del Museo Archeologico di Bologna dopo aver scalato i fatidici 500 scalini della Torre degli Asinelli. Lei che rappresenta uno degli intellettuali
più noti dell’Oltretorrente, ci può parlare della genesi della sua
frequentazione di quel salotto culturale che può essere ritenuto il “Salone di toeletta” di Adriano
Balestrieri, impropriamente definito “barberia”,
sito in via Bixio? Ho cominciato a frequentare il noto Salone in punta di piedi, con una certa curiosità intellettuale e timore reverenziale in quanto sapevo che già allora nella Bottega si incontrava una clientela selezionata e che in anni precedenti era assurta ai fasti della cronaca nazionale per un episodio, di cui ora non ricordo bene i particolari[3], addirittura immortalato da Achille Beltrame sulle sue celebri Tavole della Domenica del Corriere, il noto e acclarato settimanale di tutti i barbieri d’Italia. Attorno a questo centro culturale e sociale
si è coagulato un numero rilevante di “maîtres
à penser” e di personalità di tutta Parma: quali sono i protagonisti di
questa vita culturale? Si è vero; più che salone da barbiere si trasforma spesso, a seconda delle frequentazioni, in circolo culturale, in circolo politico fortemente orientato (siamo in Oltretorrente), in circolo sportivo alquanto appannato se guardiamo la classifica della squadra locale dal basso. Il salone è frequentato da tre tipologie di clienti: - dai non clienti, i cosiddetti abusivi, per i quali non c’è l’obbligo del servizio. Sono però quelli che fanno tendenza: sociologi, poeti locali, poeti dialettali, eruditi, strizzacervelli, docenti, dirigenti, avvocati, stilisti di moda; - dai clienti veri e propri, i vips, quali il Presidente, l’Innominato, il Magistrato (due per la verità) per i quali, una tantum, si accendono le luci al neon di rappresentanza intorno allo specchio principale e nei confronti dei quali il Nostro è insolitamente deferente e premuroso; - dalla massa dei peones: pensionati in quantità, over 60, ragazzi, qualche signora (anche servizio unisex) e extra comunitari, ultimamente in netto calo. Perché l’attività “tonsoria”, a suo
parere, incentiva l’attività cerebrale e psicosociale? E’ qui che si manifesta l’Arte del barbiere: nel provocare con le sue diaboliche macchinette elettriche, come la 3 ma soprattutto la 6, una tempesta (storm) nel cervello (brain) che ha anticipato la tecnica diffusa tra i creativi americani del brainstorming. E’ qui infine, grazie alla maieutica, di reminiscenza socratica, attivata dal Maestro basata sul dialogo e sulla discussione, che i clienti gradualmente e autonomamente raggiungono la Verità. Risponda, se crede, a questa serie di
domande:
A cura di Walter Gatti 1 – Il non ancora prof. Capuzzello ci guarda dall’alto dei suoi tredici o quattordici anni, stando impettito ultimo a destra in piedi, in occasione dell’esame di terza media a Menaggio (Como) (originale del protagonista). 2 – Qui Francesco Capuzzello riceva dal prof. Raffaele Spongano la “sentenza” che lo consacra per il tempo e per l’eternità “dottore in Lettere classiche” e gli apre la strada per diventare “il prof.” che tutti anche a Parma conoscono. Correva l’Anno accademico 1967-68 (originale dell’allora neolaureato). 3 – Fuori dall’aula, sotto il solenne porticato del Teatro Comunale di Via Zamboni, nei pressi dell’Università di Bologna, esplode la goliardica esultanza dei compagni di avventura studentesca ed il fresco laureato viene portato in trionfo come un Cesare dell’antica Roma... (originale dell’ora veterolaureato). 4 – Dalla cattedra come docente alla poltrona barbitonsoria come assistente alle speranze ippiche e calcistiche del Maestro di bottega e degli incolpevoli clienti (foto di Gaetano Bonatti, 14 aprile 2005, ore 11.20). [1] “Ancor oggi dai miei occhi scivola giù una lacrima”, cioè: Mi vien da piangere ancora! [2] “Sarebbe lungo farne l’elenco”. [3] Ci ne vuole sapere di più, può andarsi a dissetare su La Césa di Sant e dintorni del Natale 1992, pp. 28-29: Walter Gatti, Confessioni candide (con foto da giornali dell’impresa di Umberto Bianchi impegnato nella rasatura di una barba dentro la gabbia dei leoni..). [4] “O bambino, comincia dal sorriso a conoscere la mamma”: è Virgilio che così esorta il nascituro “puer” della sua IV celeberrima Egloga (v. 60 ). [5] V. qui a p. [6] “Nessun giorno [passi] senza [scrivere] una riga”: è un monito proverbiale diffuso nel Medioevo, ma non si trova in nessuno scrittore classico (Renzo Tosi, Dizionario delle sentenze latine e greche, Dizionari Rizzoli, BUR, Milano, 1992, pp. 425-426 n°. 909). |
Preghiera del mese
Ave o Maria, piena di grazia. Il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen |
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