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PARROCCHIA DI
OGNISSANTI
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Nell’ area
ex Robuschi Dall’industria all’archeologia Sono da poco iniziati i lavori di riqualificazione
urbanistica dell’area ex Robuschi, secondo un progetto che risale all’inizio
degli anni Novanta. Il primo impianto della fabbrica Robuschi, si deve in
realtà a Luigi Ferrari, che nel 1876 esegue l’ampliamento dell’opificio di
Santa Caterina, prima ubicato in via al ponte Caprazucca e ora progettato in
prossimità di Barriera Bixio, in modo da utilizzare la forza della caduta
dell’acqua del canale contiguo alla strada San Francesco, corrispondente
all’attuale via Bixio. L’opificio Ferrari rientra nella tradizione di via
San Francesco per l’arte meccanica, già interessata nel 1866 al numero civico
80 dall’impianto di un altro opificio, quello di Antonio Centenari di Luigi,
volto alla produzione di pesi e misure. Ferrari produce, invece, grandi e
piccoli macchinari, dalle gramole per pane e pasta, a torchi, a macchine
industriali e agricole, a pezzi di ricambio per le stesse, esegue anche
riparazioni e pezzi su richiesta[1].
La proprietà nel 1899, quando viene presentato al
Comune un progetto di sovralzo della fabbrica, risulta di Ferrari-Cugini. E’
solo di Cugini nel 1921, quando in Comune si discute il progetto di risanamento
della fognatura della città di Parma. Il canale interessato è il Naviglio Taro, che entra in
città parallelamente al canale Cinghio, proprio sotto le mura contigue a porta
San Francesco, scorre originariamente lungo la Strada Maestra di San Francesco
fino al Ponte di Mezzo, ed indi discende per la strada delle Grazie fino al
Giardino Ducale, attraversando il quale esce fuori dalla città nel canale
Galasso[2].
Sul canale Naviglio si hanno due soli impianti idraulici, uno utilizzato
dall’Opificio Ferrari, l’altro dall’Opificio Bormioli, ubicato
dall’altra parte della città; il primo, quello di Ferrari, potrebbe
corrispondere al mulino che lo Smeraldo Smeraldi nel 1589 riporta sulla pianta
da lui stesso redatta della città di Parma, il mulino di Sant’Agostino. La Soprintendenza per i Beni Archeologici è stata
impegnata nell’area Robuschi fin dal 1990, anno in cui indagini mirate a
verificare l’eventuale presenza di strutture antiche sepolte, avevano
evidenziato il tratto finale, acciottolato, di Strada San Francesco, oggi Via
Bixio, con il relativo muro di contenimento e alcuni allineamenti murari con
pilastri, che delimitavano una pavimentazione pure acciottolata relativa probabilmente al cortile
interno della fabbrica del 1876[3].
Dopo una lunga interruzione gli scavi sono da poco
ripresi sotto la direzione scientifica della dott.ssa Manuela Catarsi della
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna con l’assistenza
della Società Gea S.r.l. di Parma (responsabile di cantiere dott. Maria Grazia
Lisieno) e il finanziamento della Società TE & MA, nuova proprietaria
dell’area (D.L. ing. Paolo Bertolotti). Le nuove indagini stanno portando alla luce vari
ambienti delle fabbriche, che nel tempo si sono avvicendate sull’area con
pavimentazioni che conservano evidenti tracce delle fucine per la lavorazione del ferro e di metalli in
generale e che stanno risvegliando la curiosità dei residenti. Sono, inoltre, venuti in luce le difese spondali dei
canali Cinghio e Naviglio Taro, che la cartografia storica (Cocconcelli)
attestano in zona, il primo in direzione di Viale Vittoria, il secondo in
direzione di Via Bixio. Si attendono nuovi, interessanti ritrovamenti, con
l’approfondimento degli scavi. 30 novembre 2004 Manuela
Catarsi Soprintendente per i Beni
Archeologici dell’Emilia-Romagna Maria Grazia
Lisieno GEA SIP -
Foto gentilmente concesse
dalla Sprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna – Didascalie: 1 – Sulla destra, il
tracciato del Canale Cinghio che proseguiva lungo l’attuale Viale Vittoria;
poco sopra lo sbocco del Canale, si nota il muretto di delimitazione di quello
che era il Canale Naviglio Taro, che proseguiva fin oltre il Giardino Ducale. 2 – In primo piano un tratto
della pavimentazione del primitivo Opificio Ferrari. [1] F. Zanella, Strutture urbane e attività
manifatturiere a Parma (1860 - 1890). Prime analisi per un’archeologia
industriale, tesi di laurea Anno Accademico 2002-2203; per i canali che
passavano nei pressi di Porta San Francesco: Marco Belicchi, Nelle viscere dell’Oltretorrente,
in La Césa di Sant e dintorni, Natale
1993, pp. 14-16; foto dell’intubamento del
“Canale del Cinghio” o “della Baganza” o “di San
Domenico”: ibid., 21 maggio 1995, p. 11. [2] Diritti del Ducal Giardino di Parma sopra le acque del Canale Naviglio
del Taro, 1827. [3] Vicende dell’opificio
da Ferrari a Barbieri a Robuschi in: in La Césa di Sant e dintorni, 22 maggio
1994, pp. 9-12: Pietro Bonardi, Piazzale
Tomaso Barbieri; ibid., Natale 2003, pp. 55-57: Vincenzo Risolo, Robuschi Pompe S.p.A. |
Preghiera del mese
Ave o Maria, piena di grazia. Il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen |
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