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PARROCCHIA DI
OGNISSANTI
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ANTICHE DEVOZIONI NELLA NOSTRA PARROCCHIA Nell’archivio parrocchiale , rovistando fra antiche carte dell’inizio del 1800, ho trovato alcune lettere che provano l’esistenza, nella parrocchia, di associazioni di fedeli istituite a scopo di pietà o di carità dette Unioni Pie[1] e come tali riconosciute dall’Autorità ecclesiastica del tempo. La nostra parrocchia ha una storia antica alle sue spalle: inizia nel XIII secolo e continua tutt’ora e direi che i suoi settecentocinquant’anni circa di vita li porta piuttosto bene. E’ una storia semplice, umile, intrisa di fede quotidiana, di povertà e in molti casi di miseria. Appunto la fede, come dimostrano i documenti ritrovati era tanta e i parrocchiani di allora la dimostravano con tanta partecipazione e passione che a volte si concretizzava in forme associative particolari: le Unioni Pie che integravano la normale attività parrocchiale. Le carte di archivio di cui riproduco qualche stralcio, provano che nella parrocchia erano operanti tre Pie Unioni: Pia Unione di S.Antonio da Padova, Pia Unione degli Ufficianti delle anime Purganti e la Pia Unione della Beata Vergine della Salute. In particolare mi occuperò di quest’ultima in quanto le tracce da essa lasciate in archivio sono le più numerose. La Pia Unione della Beata Vergine della Salute era stata istituita inizialmente presso la Chiesa del Quartiere. Poi in seguito alla soppressione della chiesa[2], l’Unione rimase senza una sede adatta alle sue esigenze e nell’agosto del 1823, il suo presidente sig. Luigi Toricelli scrisse la lettera, a lato riprodotta, con cui chiede al Presidente della Fabbrica di Ognissanti, sig.Domenico Orsini il permesso di poter “esporre alla pubblica venerazione nella Chiesa Parrocchiale di Ognissanti un’immagine della detta Madre di Dio nominata come si disse della Salute”. Il Consiglio di Amministrazione della Fabbrica di Ognissanti autorizza il Presidente Sig. Domenico Orsini a dare risposta positiva alla richiesta della Pia Unione e così inizia un rapporto che tra alti e bassi durerà oltre 17 anni, almeno stando ai documenti esistenti di cui riporto tra virgolette alcuni brani tra i più significativi: Nella prima lettera di risposta alla richiesta iniziale di ospitalità, si legge fra l’altro, che la “Fabbrica di Ognissanti……………non è lontana di annuire di buon grado alle loro brame, sempre che per l’osservanza del buon ordine e per conservazione dell’Unione …venga stabilito e fissato un Regolamento da estendersi e firmarsi in doppio originale complessivo anche l’annua prestazione………..da farsi a benefizio della suddetta Chiesa di Ognissanti” [3] . Nella corrispondenza intercorsa tra i responsabili dei due organismi (Fabbrica di Ognissanti e Pia Unione) specialmente da parte della Fabbrica di Ognissanti appare la preoccupazione di stabilire delle regole comportamentali tassative quali “la proibizione a fare la questua……” e più avanti in data 27 ottobre 1827 “ la proibizione a qualunque Unione esistente nella Parrocchia di Ogni Santo di mettere appeso Quadri o altro all’Ancona dell’Altare Maggiore, ove è il Quadro Titolare della Chiesa propria, onde impedire il deterioramento di detta Ancona e Quadro, causato da foramenti con chiodi ecc….” . In data 10 ottobre 1837 Il Tesoriere dell’Opera Parrocchiale di Ogni Santo invia una lettera di cui riporto alcune frasi “…. I Signori Uniti[4] adunque volendo rimanere in detta chiesa di Ogni Santo proseguiranno a pagare annualmente lire nuove venti come si è sempre praticato. Che se nel trascorso 1836 in ragione delle luttuose circostante del morbo maligno[5], il quale fece non poca strage in Parma, e nei nostri Ducati, si accordò una diminuzione sino a lire nuove quindici, questa fu per una volta soltanto, e non si volle perciò punto derogare alla manutenzione pagatasi in addietro.I Sigg.Uniti faranno in proposito le loro riflessioni, e quando volessero pure, per non pagare una somma così tenua abbandonare la Chiesa in cui si trovano, lo significheranno dei debiti modi…..” In data 25 novembre 1837 giunge la risposta del Priore della Pia Unione Giovanni Picciotti che comunica la impossibilità da parte dell’Unione di pagare la somma stabilita e stabilisce che entro sei mesi “…. Trasporterà il Quadro della sua Titolare altrove….” Ma evidentemente fu poi trovato un accordo per la prosecuzione del rapporto infatti in data 7 maggio 1840 giunge all’Amministrazione dell’Opera Parrocchiale di Ognissanti la seguente lettera di cui riporto alcuni stralci: …….”Visto che gli Ufficiali d’innalora della prefata Unione, che condiscesero al pagamento annuale delle lire 20 forse colla speranza che l’Unione potesse aumentare, venga a indebitarsi a motivo di funeste crisi, nonché i fedeli raffredati alle devozioni già da due anni………., vedesi che l’Unione non può sostenere pel momento tale aggravio……, il sottoscritto supplica di diminuire la somma stabilita e di portarla a lire 12….” Purtroppo dopo questa ultima lettera, nell’archivio, non ho rintracciato altri documenti in proposito. Vorrei concludere con una breve sintesi storica sulla natura di queste Unioni Pie che il CIC[6] nel 1916 definisce (come già detto sopra) associazioni di fedeli istituite a scopo di pietà o di carità. Prima della promulgazione del CIC, le Pie Unioni pur essendo associazioni approvate dalla Chiesa non hanno una personalità giuridica e col decreto di approvazione ricevono un riconoscimento che vale loro per ottenere grazie spirituali e indulgenze, ma non la perpetuità, i membri dell’Unione Pia restano uniti da vincolo personale e possono separarsi a loro volontà. Sotto questa forma le Unioni Pie hanno cominciato a comparire nella Chiesa Universale dopo il Concilio di Trento e si sono diffuse specialmente in quest’ultimi secoli e cioè dopo che l’invadenza dello stato moderno eresse a principio la figura laicale delle confraternite, assoggettandole alla sua autorità e impedendo loro il libero esercizio della pietà e della carità cristiana. Le Pie Unioni come qualunque associazione che voglia essere approvata dalla Chiesa , devono prendere il nome o da qualunque attributo di Dio, o da un Mistero della religione cristiana , o dalle feste del Signore, della Vergine e, dei Santi. La vita interna si sviluppa sugli statuti, soggetti in ogni caso all’approvazione previa e agli eventuali emendamenti successivi dell’Ordinario, a meno che siano direttamente imposti o confermati dalla S.Sede. Anche la nomina degli ufficiali e degli amministratori è subordinata alla ratifica dell’Ordinario diocesano . [1] M.Conte a Coronata, Instit. Iuris eccles.,1, Torino 1920, n.685 sg. Il CIC definisce Pia Unione un’associazione di fedeli istituita a scopo di pietà o di carità. Prima della promulgazione del CIC , le Unioni Pie pur essendo associazioni approvate dalla Chiesa non una personalità giuridica e col decreto di approvazione ricevono un pubblico riconoscimento che vale loro per ottenere grazie spirituali e indulgenze. I membri dell’Unione Pia restano uniti da vincolo personale e possono separarsi a loro volontà. Sotto questa forma le Unioni Pie hanno cominciato a comparire nella Chiesa dopo il Concilio di Trento e si sono poi via via diffuse in tutto il mondo cattolico. [2] Con i provvedimenti napoleonici del 1810? , vennero soppresse in Parma diverse chiese fra cui anche quella del Quartiere. [3] In un primo tempo l’annua prestazione ammontava a lire nuove 23,78 poi ridotta a lire 20. [4] Leggasi i membri dell’Unione Pia Beata Vergine della Salute [5] leggasi colera [6] Codice di Diritto Canonico |
Preghiera del mese
Ave o Maria, piena di grazia. Il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen |
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