PARROCCHIA DI OGNISSANTI   

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Aldo Leoni

La Comunità di Ognissanti nella tarda mattinata del 27 luglio 2004 ha tributato un corale e commosso “arrivederci” cristiano al prof. Aldo Leoni, che aveva abbandonato la scena di questo mondo il 24 dello stesso mese.

Per Ognissanti e per Parma era un… oriundo. Le sue radici, infatti, avevano attinto forza e vivacità in terra toscana, a Piancastagnaio di Siena, un paese ad 800 metri sul Monte Amiata, dove aveva visto la luce il 13 novembre 1913. Suo papà era Umberto, orologiaio, e la mamma era Adalgisa Renai, lei pure nativa di Piancastagnaio.

Da quel solare paese montano Aldo approda nella piatta Parma padana nel 1923, quando mamma Adalgisa raggiunge il marito Umberto che a Parma si è trasferito già nel 1921 per avviare un negozio di orologeria e successivamente anche di oreficeria..

A Parma Aldo completa le elementari ed affronta le prime tre classi ginnasiali (il nome che allora avevano le “medie”); le superiori (Liceo classico) le frequenta a Verona presso i Padri Stimmatini, poi si laurea in lettere all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano. Chiamato in servizio di leva frequenta la scuola allievi ufficiali ad Arezzo[1] ed allo scoppio della seconda guerra mondiale finisce in Croazia, con il grado di sottotenente di complemento nel Primo Reggimento Fanteria “Re”: di questa sua drammatica esperienza bellica ha fornito ai lettori della sa un dettagliato e palpitante resoconto nel 1994[2]. Da quell’infausto scenario è, per sua fortuna, costretto ad uscire il 29 ottobre 1942, quando una pallottola dei partigiani di Tito gli attraversa la spalla destra, senza ledergli organi vitali, per cui gli rimangono l’energia e la volontà sufficienti per guidare i soldati della sua Compagnia nella manovra di sganciamento dall’imboscata in cui erano incappati. Per questo generoso comportamento riceverà il 12 marzo 1951 la Croce al valor militare così motivata: “Comandante di compagnia, attaccata da forte banda di ribelli, benchè ferito, non lasciava il posto del comando e continuava con slancio e decisione a dirigere il reparto, riuscendo dopo aspra lotta, a mettere in fuga il nemico”.

Ma il fronte su cui ha condotto con illuminata passione le civili battaglie di cui andava fiero e delle quali molte generazioni di giovani, una volta fatti adulti, gli sono ancor oggi riconoscenti, è quello della scuola. Calmatasi la bufera bellica, il prof. Aldo Leoni è salito dapprima sulla cattedra di materie letterarie del “Melloni” in Via Farini, poi per un anno si è dovuto trasferire a Sondrio con la famiglia. Nel 1947 ha conosciuto una brillante ed incantevole quasi conterranea, diplomata in una delle Scuole Leopoldine, riservate alle ragazze: è Giovacchina Rossi di Bonconvento di Siena, che diventa sua sposa l’anno successivo[3] e che ora conserva con religioso affetto la sterminata mole di belle memorie (nella gioia e nel dolore che non è mancato) di un eccezionale compagno di vita.

 Da Sondrio, la famigliola (benedetta nel 1949 dalla nascita di Fabrizio, poi coniugato con una parmigiana del sasso, Maria Antonietta Cova, ed attualmente a capo di una multinazionale del silicio con sede a Novara) rientra a Parma e si stabilisce per alcuni anni in Via delle Fonderie sotto la parrocchia dell’Annunziata, poi passa al n. 10 di Via Bezzecca, finalmente in parrocchia di Ognissanti.

Al prof. Aldo  tocca la cattedra di lettere presso l’Istituto Magistrale “Albertina Sanvitale” ed è qui che profonde il suo vigoroso ed originale patrimonio culturale, con l’acuta saggezza del docente che oltre alla mente punta a formare il carattere degli allievi ed a fare della cultura una efficace palestra di vita.

Arrivato al capolinea dell’età della pensione, continua a coltivare la sua passione per l’insegnamento mettendosi a disposizione delle Figlie della Croce presso l’Istituto di “Nostra Signora del S. Cuore” di Traversatolo, alle quali ha dedicato pure due simpatiche rime per il Giovedì Grasso e la Santa Lucia del 1981[4].

La sua attenzione di studioso e di abile indagatore storico si è diretta in particolare sulle vicende dei Padri Stimmatini, di cui, come già si è fatto cenno, è stato allievo nel loro Liceo classico di Verona. Questi Padri, attivi a Parma dal 2 febbraio 1876 per volere dell’allora Vescovo mons. Domenico Maria Villa, erano stati i rianimatori dello spirito cristiano nei giovani dell’Oltretorrente anarchico, soprattutto attraverso il loro Oratorio mariano[5], il vivacissimo Circolo Cattolico “Domenico Maria Villa”[6], il dinamico movimento scoutistico[7] e le scuole per i figli del popolo[8]: a tutte queste iniziative il prof. Leoni ha dedicato accuratissimi studi che formano, oggi, un vero patrimonio di parlante memoria della fecondità silenziosa del messaggio evangelico reso operante dai credenti genuini. Ed anche lui, da credente genuino, ha elargito i tesori della sua saggezza umana nutrita di sapienza evangelica alla comunità civile con vividi ed anche polemici interventi sulla stampa cittadina[9], ed in particolare alla Comunità di Ognissanti sia con i saggi storici scritti per La Césa[10] sia con l’impegno, insieme alla sua sposa, nella San Vincenzo[11] sia con gli apporti critici alle discussioni in Consiglio pastorale o durante gli incontri di catechesi. E chi non lo ricorda quando saliva all’ambone per “proclamare”, non semplicemente per “leggere”, la Parola di Dio?

Da servo buono e fedele non ha nascosto né tenuti per sé i talenti che il Signore gli aveva elargiti, ed il Signore, chiamandolo a sé quasi all’improvviso il 24 luglio di quest’anno[12] mentre stava cercando ristoro a Marina di Massa, non può che avergli rivolto il più bello dei benvenuto: “servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Ed è questa certezza a rendere meno ardua l’accettazione del dolore cocente che la sua scomparsa ha suscitato nei suoi cari ed in quanti, conoscendolo, non hanno potuto fare a meno di stimarlo e di volergli bene[13].

A cura di p.b.

Didascalie:

1 – Il prof. Aldo Leoni nei primi anni di insegnamento.

2 – Nella sorridente intimità della famiglia, con la nuora Maria Antonietta Cova, il figlio Fabrizio e la moglie Giovacchina Rossi.

3 – Il severo e sereno volto di un autentico maestro di vita.



[1] A questa città ha dedicato la sua ultima fatica editoriale con la monografia sul medaglista e scultore Leone Leoni: Aldo Leoni, Una fulgida gloria di Arezzo – Leone Leoni l’Aretino [morto a Milano nel 1590 all’età di 81 anni], Il Piccolo Torchio, Novara, 2003, pp. 78.

[2] La Césa di Sant e dintorni, 22 maggio 1994, pp. 26-28: Aldo Leoni, In Croazia e in Bosnia col I Reggimento Fanteria “Re”; è tornato sull’argomento anche sulla Gazzetta di Parma del 29 gennaio 1999, p. 26: La mia guerra – Cesare e Aldo Zucchellini eroici soldati e patrioti.

[3] Sono tra le coppie che il 24 maggio 1994 hanno celebrato le nozze d’oro in Ognissanti, ricevendo la targa-ricordo ognissantina, insieme ad un riconoscimento di gratitudine da parte dalla “San Vincenzo” (La Césa di Sant e dintorni, Natale 1998, p. 12: Cronache dalla festa di casa).

[4] Ora in : Sonia Moroni, Umanità e fede – Cento anni di presenza delle Figlie della Croce in Traversetolo, Amministrazione Comunale di Traversetolo, Editrice Publiprint Traversetolo-PR, 1996, pp. 189-193.

[5] Aldo Leoni, L’Oratorio Mariano dei Padri Stimmatini nell’Oltretorrente parmense (1876-1976), dattiloscritto di 58 pagine.

[6] Aldo Leoni, Il circolo cattolico “Domenico Maria Villa” dell’Oltretorrente parmense durante il pontificato di Pio XI, in: Chiesa, Azione Cattolica e fascismo nell’Italia settentrionale durante il pontificato di PioXI – Atti del quinto Convegno di Storia della Chiesa – Torreglia 25-27 marzo 1977, a cura di Paolo Pecorari, Vita e Pensiero, Milano, 1979, pp. 1035-1057; Aldo Leoni, Oltretorrente terra di missione – Dal lontano 2 febbraio 1876 – Stimmatini: 100 anni di vita a Parma, in Gazzetta di Parma, 13 febbraio 1976, p. 7; Id., Gli Stimmatini a Parma, in Vita Nuova, 17 febbraio 1996, p. 9; Id., Monsignor Conforti e gli Stimmatini, in: A Parma e nel mondo – Atti delle Ricorrenze saveriane (1994-1996), a cura di Pietro Bonardi, Ubaldo Delsante, Ermanno Ferro, Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su Pegno di Busseto – Circolo culturale “Il Borgo”, Artegrafica Silva, Parma, 1996, pp. 423-471; Id., I Salesiani e gli Stimmatini a Parma, in: Parma e don Carlo Maria Baratta salesiano – Atti del Convegno di Storia sociale e religiosa – Parma, 9, 16, 23 aprile 1999, a cura di Francesco Motto, LAS, Roma, 2000, pp. 381-388. E’ inoltre il curatore delle schede biobibliografiche dello stimmatino Giuseppe Bertapelle (1860-1930) e del sacerdote diocesano mons. Giovanni Del Monte (1882-1956) per il Dizionario storico del Movimento cattolico in Italia, diretto da Francesco Traniello – Giorgio campanili, vol. III/1: Le figure rappresentative, Marietti, Casale Monferrato - AL, rispettivamente alle pp. 82-83 e 297-298 (su mons. Del Monte anche in Vita Nuova, 13 dicembre 1986, p. 8: Ricordo di Mons. Del Monte).

[7] Aldo Leoni, Lo Scoutismo cattolico a Parma, in La Césa di Sant e dintorni, Natale 2002, pp. 52-53.

[8] Aldo Leoni, Le scuole degli Stimmatini a Parma (1877-1908), in Comunità Stimmatina, gennaio-marzo 1975, pp. 3-15.

[9] Per esempio ricorda che Parma, accanto a Sant’Ilario di Poitiers, ha come protettore anche San Tommaso d’Aquino (Gazzetta di Parma, 6 gennaio 1997, p. 5: Parma ha un comprotettore – Fu scelto per ricordare la vittoria della città contro i francesi [nel 1521]). Interviene con Lettere al direttore: C’è ancora la solidarietà (26 gennaio 1992, p. 10; qui ringrazia quanti l’hanno soccorso dopo una sua caduta in bicicletta a Barriera Farini la sera del 10 gennaio); Gli strali dei leghisti (18 novembre 1993, p. 12; sulle rivendicazioni di un militante della Lega Nord); sull’esclusione di Guglielmo Marconi dalla stradario di Parma: Marconi dimenticato (30 novembre 1994, p. 10; gli risponde [4 dicembre 1994, p. 14: I nomi delle strade] Anna Ceruti Bugio ricordando che una Via Marconi esiste “alla periferia, verso via Emilia Est”; ed in effetti una Via Marconi, dal 1951, collega via Emilio Lepido a strada Budellungo [Tiziano Marcheselli,Le strade di Parma, vol. II (M-R), Tipolitografia Benedettina Editrice, Parma, 1989, p. 21; un sig. Carlo Esposito di Moncalieri riprende la polemica e questa volta gli rispondono sia un sig. Ugo Gazza sia l’assessore alla viabilità Carletto Nesti:Via Marconi esiste, 12 settembre 1999, p. 38]) e Quando l’imbecillità stravince (27 novembre 1997, p. 12; con sintonizzata risposta del direttore Baldassarre Molossi). Sul quotidiano cattolico Avvenire denuncia l’ulteriore sfregio arrecato dal Parlamento europeo alla famiglia “legalizzando ufficialmente la famiglia omosessuale” (11 ottobre 1995, p. 22: Un’altra mina contro la famiglia), ridicolizza i digiuni di Pannella (18 ottobre 1995, p. 24: Pannella, altro che Conte Ugolino) e rievoca il “feroce anticlericalismo” di Garibaldi (26 agosto 1997, p. 26).

[10] Oltre a quelli già citati: La Baia del Re e i Capannoni della Navetta, Natale 1999, pp. 14-16; Asdente, calzolaio biblista, 27 maggio 2001, p. 22; Giuseppe Verdi tra musica e fede, Natale 2001, pp. 34-35.

[11] Indicazioni bibliografiche sulle sue ricostruzioni storiche del sodalizio in La Césa di Sant e dintorni, Maggio 2004, pp. 8-10.

[12] Necrologia in Gazzetta di Parma, 26 luglio 2004, p. 35.

[13] Come hanno testimoniato, in occasione del suo 90° compleanno, gli ex allievi stimmatini (della cui Associazione è stato attivissimo presidente e che lo ricordano anche come uno dei fondatori del Comitato diocesano degli Anziani) su Vita Nuova (22 novembre 2003, p. 18: Buon compleanno Professore!) e pure la Redazione dellasa di Sant e dintorni, Natale 2003, p. 2 (Son novanta da…Leoni).

 


 
Preghiera del mese

Ave o Maria, piena di grazia.

Il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del seno Tuo: Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

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